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IL TERRITORIO

 

L'AMBITO TERRITORIALE DI RIFERIMENTO

Indice

 

 

Dinamiche di sviluppo territoriale

Il Documento Programmatico del P.T.R. della Regione Piemonte, recentemente redatto nel gennaio 2006, dedica uno specifico approfondimento alla cosiddetta congiunzione nord regionale che ben rappresenta e descrive le dinamiche di trasformazione a cui è sottoposto il territorio di indagine. "Teatro delle trasformazioni sono i territori posti a cavallo del Ticino e ricompresi nelle province di Varese, Milano e Novara in cui già nel passato, e in fasi successive, si sono verificati consistenti fenomeni di industrializzazione, di urbanizzazione e di convergenza delle infrastrutturazioni stradali e ferroviarie, che collegano tra loro, e con i valichi alpini, i capoluoghi piemontese, lombardo e ligure.

A rendere dinamico e strutturalmente instabile questo contesto ("naturalmente" destinato a essere progressivamente integrato nella grande area metropolitana milanese) hanno contribuito, negli ultimi anni:

Questo insieme di interventi, se connessi tra loro e con le maglie di supporto dell'armatura urbana, della viabilità stradale, delle reti ferroviarie, dei trasporti pubblici e con alcuni parcheggi di attestamento ancora in fase di definizione, configurano l'affermazione di una potente infrastruttura al servizio dell'intermodalità e del corridoio europeo V: un insieme di nodi logistici generatori di un sistema di smistamento plurimodale "completo", cioè capace di assicurare quelle condizioni (assai rare anche a scala continentale) che producono l'interscambio gomma/treno/aereo a persone, merci e mezzi sulle lunghe, medie e corte distanze. Questa occasione irripetibile, connessa ai mutamenti che avvengono negli scenari economici e trasportistici "globali", riposiziona questo territorio non solo nell'ambito regionale e macroregionale, ma altresì a scala europea innescando opportunità insediative per un ventaglio assai ampio di operatori, non solo locali.

Un ulteriore indicatore delle potenzialità di sviluppo economico-produttivo dell'ambito territoriale derivante dalla sua particolare localizzazione, è dato dal rapido incremento dei volumi di merci movimentate nel CIM (Centro Intermodale Merci) di Novara e dalla capacità dello stesso di assicurare, con il vicino scalo ferroviario, il trasbordo degli autotreni sui vagoni ferroviari destinati ad attraversare il territorio svizzero in cui il trasporto merci su gomma è limitato da severe imposizioni normative. (...)

La rilevanza di questi processi può essere già ora evocativa delle cosiddette "cascate dei benefici" (ripple effects) che, a partire dai suddetti nodi, vanno delineandosi sui territori compresi entro un'isocrona di 60°. In particolare:

Sul territorio in esame può rilevarsi, in sostanza, l'avvenuta realizzazione di oltre un centinaio di grandi interventi immobiliari destinati a ospitare magazzini, parcheggi custoditi, attrezzature alberghiere e residenze, soprattutto nei comuni attigui a un insieme di nodi la cui trama infrastrutturale è già idonea a garantirne l'accessibilità diretta. E' quindi in corso una sorta di "occupazione", funzionalmente indifferenziata, del territorio adiacente ai nodi, la quale prospetta sia la rapida saturazione della disponibilità insediativa, sia un "espianto" delle specificità ambientali e degli ordinamenti urbani che si erano storicamente prodotti, sia ancora la proposizione di un ruolo di semplici comparse, o di spettatori disarmati, per gli ambiti maggiormente periferici.

 

Le potenzialità territoriali

La percezione dei benefici potenziali derivanti da una "ottimale" distribuzione delle funzioni off-site e di quelle generabili dal loro moltiplicarsi nel variegato mosaico delle economie locali piemontesi e lombarde comprese entro la succitata isocrona, sta però suscitando, come si è visto, attese molteplici.

Nell'area urbana novarese si prefigura, in particolare, la possibilità di consolidare la "transizione industriale positiva", in parte già in atto, tramite l'accentuazione dei processi " sostituitivi delle imprese che ne avevano fatto, in passato, un polo industriale fordista. Vi si intravede altresì la possibilità di realizzare nuove sinergie tra l'Università e gli apparati di ricerca, realizzati nelle fasi più intense dell'industrializzazione. Inoltre, la costruzione del polo fìeristico di Rho, delle nuove stazioni ferroviarie, degli insediamenti industriali, terziari e universitari fanno prospettare il centro storico della città e le zone collinari di pregio come mete o riferimenti alternativi alle più costose e congestionate aree centrali della metropoli milanese. Più in generale, infine, le ricadute sul sistema produttivo sono assunte come una occasione per accelerare la crescita demografica, la presenza di nuove figure professionali e il ricambio dei modelli culturali e di consumo.

Le criticità territoriali

La percezione di queste potenzialità induce peraltro a individuare alcune debolezze strutturali proprie del sistema territoriale in oggetto. Esso appare innanzitutto incapace di sostenere gli aumenti del traffico locale lungo il versante pedemontano, lungo le aste vallive minori che convergono su di esso e lungo l'ambito territoriale che da Novara si prolunga nel V.C.O. Si rileva altresì la debolezza della rete dei collegamenti urbani tra la città di Novara e quella di Vercelli, da un lato, e dall'altro con i centri della Lombardia occidentale (con Rho, in particolare, dove è localizzato il nuovo polo fieristico).

Per valorizzare adeguatamente le opportunità che vengono a prodursi risulterebbe altresì indispensabile riconsiderare attentamente le reti e le condizioni di operatività dei trasporti lacuali che collegano i poli urbani lungo i tre versanti costieri. Si rileva altresì la mancanza di una rete connettiva tra i parchi e i poli scientifici e tecnologici presenti nell'area e verso i quali sono stati dirottati, nel recente passato, ingenti investimenti pubblici. E' altresì palese la debolezza organizzativa degli sportelli unici per le attività produttive, qualora venissero loro affidate le funzioni di sostegno alla programmazione e all'organizzazione degli insediamenti industriali e commerciali dei comuni minori. E' altresì critica la capacità di garantire la tutela e la salvaguardia delle aree incluse nel Parco del Ticino, peraltro riconosciuto dall'Unesco quale ambito Map a "elevato patrimonio biologico".

Più in generale, si evince la difficoltà delle collettività locali a intessere relazioni di reciprocità e di condivisione delle opportunità. L'orientamento ai rapporti con il mercato maturato nei contesti produttivi locali perpetua e ripropone, infatti, comportamenti interistituzionali di natura marcatamente localistica e atteggiamenti difensivi del tutto inadeguati a sostenere alleanze e forme di cooperazione e di coordinamento su base territoriale allargata.(...)"

Nel quadro su delineato, risulterà di fondamentale importanza, in termini di adeguato sostegno alle politiche di sviluppo territoriale, in questa azione di grandi investimenti da parte delle Autorità centrali, la risposta che le istituzioni locali ed il capitale privato sapranno proporre al volano degli investimenti pubblici. In questo contesto, la città di Novara, già particolarmente premiata in termini di accessibilità autostradale (A4 e A26) e del trasporto aereo (Malpensa), avrà la concreta opportunità di operare un significativo salto di qualità in termini di sviluppo urbano e territoriale, se saprà approfittare delle opportunità offerte dalle trasformazioni al suo contorno, divenendo un nodo significativo, rinnovandosi, riqualificandosi e sviluppando la capacità di attrarre risorse ed investimenti mirati ad un preciso progetto di sviluppo, nel nuovo sistema internazionale delle reti di comunicazione.

I programmi infrastrutturali del novarese nel quadro interregionale

A specificazione delle linee generali sopra richiamate del documento programmatico regionale, si riassumono i punti salienti del programma di sviluppo infrastrutturale capaci di condizionare radicalmente le prospettive di sviluppo futuro del novarese. La sua particolare posizione geografica, baricentrica rispetto agli assi di comunicazione N-S Genova-Sempione-Nord Europa e O-E Portogallo- Spagna-Francia-Pianura Padana-Trieste-Est Europa, lo pone in una condizione di assoluta centralità rispetto a dinamiche in atto di potenziamento dei sistemi di trasporto ferroviario di interesse non solo sovra-locale, ma addirittura sovra-nazionale.

La linea ferroviaria ad Alta Capacità Torino-Milano, di cui la tratta Torino-Novara, recentemente inaugurata, consente di collegare l'Aeroporto Internazionale di Malpensa con la capitale piemontese, costituendosi quale tratto di un progetto più generale di collegamento veloce ferroviario trans-europeo: il cosiddetto Corridoio 5 ovvero il collegamento ferroviario Lisbona-Lione-Torino-Trieste-Lubiana- Budapest-Kiev. La priorità data dalla Commissione europea a questo progetto, inserendolo nell'elenco di opere finanziate nel rapporto "Iniziative per la crescita", renderà di fatto nel giro di pochi anni (2015) il territorio novarese non solo sensibilmente più "vicino" a Lione e Barcellona, ma anche a Vienna, Budapest e Praga.

Un ulteriore opera ferroviaria interessante il territorio novarese è stata già oggetto di un primo finanziamento da parte del CIPE: il collegamento Genova-Novara-Sempione che proseguendo poi fino a Rotterdam, Corridoio 24 o Corridoio dei due mari, dovrebbe rafforzare, a tempi brevi (2011-12) il traffico merci dal Mediterraneo verso il centro ed il nord Europa. Questo progetto prevede, per quanto riguarda l'ambito novarese, il raddoppio della linea ferroviaria Novara-Borgomanero-Domodossola caratterizzando Novara quale nodo italiano primario della cosiddetta "autostrada viaggiante" del trasporto delle merci.

Corridoi transeuropei programmati sul territorio Italiano
Fonte: Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti



Le strategie del comune capoluogo

Il Comune di Novara ha recentemente adottato, dicembre 2004, il nuovo Piano Regolatore Generale Comunale. Lo strumento urbanistico, attualmente in fase di approvazione da parte della Regione Piemonte, restituisce una istantanea del quadro generale di sviluppo del territoriale comunale, sottolineandone punti di forza e debolezza al fine di orientarne, con le sue scelte, lo sviluppo futuro. Dalla Relazione Illustrativa, in particolare, si evince:

(...)

Il ruolo di nodo principale nel sistema infrastrutturale padano in relazione agli assi infrastrutturali europei che Novara potrà assumere nei prossimi anni, dipenderà solo in parte dalla sua posizione geografica. Gli operatori internazionali della rete infrastrutturale hanno infatti a disposizione, negli ultimi anni, un ventaglio di opportunità localizzative molto maggiore che in precedenza, potendosi oggi rivolgere ad una ampia gamma di siti per sviluppare le proprie esigenze di intermodalità o di stoccaggio. Nei prossimi anni il consolidarsi del ruolo di Novara quale nodo prioritario, dipenderà in parte significativa dalla capacità di operare scelte che, al passo con le esigenze della rete infrastrutturale europea, consolidino la sua dotazione di attrezzature in grado di rendano sempre conveniente confermare e potenziare l'intermodalità di Novara.

Una tale prospettiva di competizione a livello internazionale impone una buona capacità di 'governance' delle forti trasformazioni del sistema esistente che provocheranno impatti robusti e alteranti gli equilibri preesistenti. Ne deriva sul territorio la necessità di una attenzione complessa e articolata su numerosi ed importanti aspetti socioeconomici che il Piano non deve trascurare ma piuttosto aggredire con contributi sul piano organizzativo e delle attrezzature:

Il carattere ambientale che si sta consolidando nel sistema urbano di Novara presenta una significativa differenza tra:

(...)

Tale carattere ambivalente costituisce un connotato singolare della città capoluogo che può meglio organizzare le relazioni con il suo hinterland valorizzando strategicamente le vocazioni dell'uno e dell'altro tipo di territorio anche per migliorare la qualità stessa della vita urbana. La solidità dello sviluppo novarese è confermata, dalla stabilità demografica (è tra i pochi capoluoghi dell'Italia settentrionale a non veder calare la propria popolazione, sostanzialmente stabile nell'ultimo trentennio) e del sistema delle imprese.

Il comune è, equilibratamente correlato allo sviluppo dell'hinterland (comprendendo i comuni di Oleggio, Bellinzago, Cameri, Trecate, Romentino, Galliate, S.Pietro Mosezzo e gli altri minori della fascia sud), che crescono significativamente nello stesso periodo sino ad una dimensione complessiva paragonabile a quella di Novara (85 mila abitanti) e con un rallentamento negli anni '90 fino ad un trend di lieve crescita, simile a quella del capoluogo.

(...)

La distribuzione dei servizi a livello urbano sembra oggi consolidare un corretto sistema di polarizzazioni del capoluogo, equilibrato da una buona dotazione di servizi distribuiti anche nei centri maggiori dell'hinterland, la cui efficienza può forse essere migliorata con politiche di coordinamento intercomunale e di utilizzo in rete, di alcune attrezzature superiori (presidi sanitari, centri assistenziali, centri sportivi, biblioteche, centri di loisir o commerciali etc.).

(...)

Diversamente dal quadro dei servizi, relativamente stabile, sembra molto più complessa la dinamica di riorganizzazione del settore industriale e artigianale, per il quale non si può constatare altro che un consolidamento del polo produttivo, relativamente fuori dall'ombra di Milano: l'area risulta all'ottavo posto in Italia (e seconda solo a Milano nelle regioni Lombardia e Piemonte) nell'indice di sviluppo economico e sociale pubblicato recentemente da Confindustria.

All'interno di questo polo si riscontra invece una rilevante dinamica di rilocalizzazione o nuova localizzazione nel breve raggio, priva sino ad ora di specializzazioni e di flussi riconoscibili. Probabilmente questa 'imprevedibilità' delle strategie del settore è anche dovuta alla forte vitalità delle imprese che lo compongono, affidata quasi sempre ad una flessibilità produttiva e di investimento, fin troppo a lungo trattenute nelle rigidità di quartieri industriali vecchi di settant'anni.

(...)

In ogni caso non sembra possibile prospettare un credibile progetto di riorganizzazione delle localizzazioni degli insediamenti produttivi se non mettendo in gioco l'intero hinterland. In questa prospettiva essenziale un ridisegno funzionale non solo della distribuzione delle nuove aree produttive ma anche:

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La 'progettualità' rispetto ai grandi temi della ristrutturazione dell'armatura territoriale ed urbana, indicatore fondamentale per giudicare la capacità della città a reggere le sfide del nuovo processo di sviluppo, sembra brillare a Novara rispetto al Piemonte, ma è sicuramente trascurabile rispetto al ribollire, delle iniziative nell'area metropolitana milanese (secondo quanto emerge dall'indagine prodotta per il PTCP).

Le recenti iniziative programmatorie per la riqualificazione urbana e le decisioni maturate sull'Alta capacità e sul nodo ferroviario della città (compreso il raccordo con Malpensa) tendono a migliorare significativamente la situazione, rivelando una buona capacità imprenditoriale di coordinamento che comunque stenta ad estendersi al contesto sovracomunale, ambito ormai necessario per una razionale organizzazione delle risorse e dei servizi.

In ogni caso manca sicuramente un quadro di riferimento organico dei progetti strategici, che permetta di valutare le efficacie, gli sprechi, le potenziali contraddizioni per la città di queste azioni trasformatrici incisive e durature, fornendo i materiali per definire le condizioni di compatibilità e, se possibile, di sinergia. Per attivarlo vanno rimosse le tradizionali paratie stagne che circondano ogni progetto di settore, vanno valutate per tempo le alternative possibili e indicate le condizioni irrinunciabili che incidono sulla struttura urbana, fornendo all'interlocutore un sistema relativamente certo dei requisiti 'duri', e ,di quelli contrattabili, entro il quale sono possibili in tempi brevi accordi strategici e politiche cooperative.

(...)